NESSUN NUOVO METODO MA ALCUNI ORIENTAMENTI DIOCESANI
Continua il percorso di rinnovamento dell’iniziazione cristiana:
In questi mesi abbiamo preso in mano i nuovi Orientamenti diocesani “Un Primo Passo”; li abbiamo letti e li stiamo diffondendo nelle parrocchie e nei vicariati. ci sono stati consegnati dal Vescovo per un periodo di confronto di 5 anni. Non sono un testo definitivo ma appunto “un primo passo” per lanciare un sasso nello stagno e cominciare a muovere le acque. Potremo, tra 5 anni, arricchire o correggere alcuni punti ma in sostanza la linea sarà e rimarrà quella perchè non è la nostra, del nostro Ufficio o della nostra diocesi. Si tratta di una linea della Chiesa Italiana che con il documento “Incontriamo Gesù” del 2014 ha sicuramente tracciato un percorso. È bello ritrovarsi sullo stesso sentiero insieme alle altre chiese diocesane.
Tuttavia in questi mesi ci sono anche alcune cose non chiare. Ad esempio l’idea che si tratti di un “nuovo metodo” per fare catechismo: le cose non stanno in questo modo; dire “metodo” significa sempre pensare a strumenti nuovi, aggiornati, moderni per raggiungere lo stesso obiettivo. Si cambiano gli strumenti a seconda della moda del momento. Qui non si tratta di metodi o strumenti ma proprio di obiettivi diversi, di prospettiva e sguardo nuovo. Non basta usare un libro nuovo, cambiare giorno e orari per entrare nello spirito degli Orientamenti. Si tratta di cambiare noi prima degli strumenti da prendere in mano. Ed è questa la parte più difficile: cambiare per noi è un po’ morire a ciò che abbiamo sempre fatto. Cambiare non per cambiare ma perché il mondo, la realtà, l’epoca è cambiata. La situazione che abbiamo di fronte grida un cambiamento: andare avanti come si è sempre fatto si può continuare a fare ma con che frutti? Che prospettive?
Il rischio di prendere lucciole per lanterne c’è: il cuore degli Orientamenti non è cambiare il “posto” dei Sacramenti; non è cambiare libro; non è cambiare giorno e orario; non è fare qualcosa di più divertente e coinvolgente; non è fare qualche incontro con i genitori. Il cambiamento parte dalla comunità intera per poi arrivare nel gruppo della catechesi. Per questo “Un primo passo” è da leggere al consiglio pastorale prima che al gruppo dei catechisti. Si tratta di atteggiamenti e linguaggi che ci riportano a ciò che è essenziale per la fede; inoltre la vera sfida è di passare da una catechesi solo per bambini a percorsi da vivere con le famiglie: non “per le famiglie” ma “con le famiglie” dove sulla stessa barca ci siamo anche “noi” che vogliamo abbeverarci all’unica sorgente della grazia.
È importante tuttavia chiarire una cosa molto importante.
Il cammino di rinnovamento dell’iniziazione dei ragazzi con le loro famiglie si muove su due piste.
1) La prima è la pista “CAMMINO DIOCESANO”in cui molte parrocchie stanno procedendo e in cui sono entrate in questi mesi. È il percorso per tutti, è la linea della nostra diocesi. Corrisponde a tutto ciò che si trova negli Orientamenti, niente di meno e niente di più: si prende in mano il testo e ci si lascia ispirare da quanto vi si trova. Molti che ci comunicano di aver intrapreso un nuovo cammino sono entrati in questa pista. Questa è la grande meta verso cui siamo tutti incamminati, è ciò che ci ha consegnato il Vescovo a Settembre. Passare a questi Orientamenti non è uno scherzo, è un cammino serio, da non poter attuare solo come gruppo catechisti perché necessita di una conversione di tutta la parrocchia. Molte Parrocchie e Vicariati invitano i collaboratori dell’Ufficio Catechistico per un confronto sugli Orientamenti, per essere accompagnati e sostenuti.
2) C’è anche una seconda pista quella delle “PARROCCHIE ESPLORATRICI”: alcune parrocchie (4 per ora) hanno cominciato con un primo anno prendendo gli Orientamenti e attuandoli in modo più radicale, con un vero salto di prospettiva. Una equipe diocesana li accompagna; si incontrano periodicamente per confrontarsi. Esse sperimentano a nome di tutta la diocesi: si inoltrano in una terra straniera e poi tornano a raccontare come è andata. Altri, dalle loro testimonianze, potranno avventurarsi per questa pista a settembre dell’anno prossimo. Quali le caratteristiche di questa pista? Non più catechismo ai bambini e qualche incontro con i genitori ma catechesi familiare dove genitori e figli sono pressochè sempre insieme. Ogni gruppo di famiglie si vede periodicamente secondo le esigenze del gruppo: non c’è appuntamento e orario fisso ma esigenze diverse. Si muove come una specie di “gruppo famiglia” dove ci sono tutti i figli, fratelli più grandi e più piccoli compresi. Ogni gruppo non può avere più di 8 famiglie.Le parrocchie che vorranno addentrarsi in questa sperimentazione dovranno comunicarlo all’ufficio e rispettare i criteri minimi per stare dentro la sperimentazione: solo in questo modo potremo verificare l’andamento di questo percorso